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Trento e Valle dei laghi

TRENTO

Capoluogo del Trentino, a poca distanza dalle Dolomiti e dai numerosi laghi che si trovano nelle vicinanze, Trento è una città d'arte che si presenta con una forte impronta rinascimentale che la caratterizza per i suoi colori, i suoi palazzi e la rende unica tra le altre città dell'intero arco alpino.
La posizione geografica e le vicende storiche hanno contribuito a rendere Trento uno scrigno che si sa svelare al visitatore nei suoi molteplici aspetti: l'arte, la storia, la cultura trovano espressione nei numerosi palazzi, nelle chiese, nel Castello, nei musei... un particolare evento caratterizza la città nel mese di giugno da ormai più di 20 anni: le Feste Vigiliane.
Le feste Vigiliane, sono un insieme di feste in onore del santo patrono della città: San Vigilio.
In occasione dei festeggiamenti, tutte le sera in questa settimana, le vie centrali della città si trasformano, come un antico Borgo Medievale, in modo tale da far si che turisti e cittadini possano riscoprire gli antichi segreti del mestiere e avere la possibilità di degustare piatti e bevande tipiche della tradizione trentina.
Il culmine delle feste è il Palio dell'oca, gara che si svolge con delle zattere lungo il fiume Adige, e la Tonca, ovvero il punire una personalità, rinchiudendola in una cella e quindi immergerla per tre volte consecutivamente nelle acque fredde dell'Adige.


LAGOLO
Con i suoi oltre 900 metri di quota, il Lago ha un doppio primato: quello di essere - assieme a quello di Lavarone - uno dei più piccoli ed elevati specchi balneabili del Trentino. Le sue sponde, infatti sono state anche attrezzate. Lagolo è morbidamente adagiato lungo le pendici del Monte Bondone. Le sue acque sono poco profonde e relativamente calde. Le sue acque sono balneabili e itticamente non troppo interessanti; la sua forma ellittica, invece, è sorprendentemente regolare. Una curiosa leggenda narra di come, a causa della superbia umana, il lago sia stato improvvisamente spostato più a valle, allagando il bosco sottostante: le credenze popolari avrebbero così spiegato la presenza di tronchi sui fondali del lago. Il lago è alimentato da alcune segrete sorgive sotterranee. Tra la gente di Calavino e Lasino è radicata la convinzione che le sue acque possiedano proprietà terapeutiche per le malattie della pelle.


LAGO DI GARDA
Il Lago di Garda, o Benàco, o Bènaco, è il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km². È situato tra la Lombardia (con la provincia di Brescia), il Veneto (provincia di Verona) e il Trentino-Alto Adige (provincia di Trento). Il nome latino del lago, Benàco, è di origine incerta, mentre il nome odierno deriva dall'omonima città, che durante il Medioevo era il maggior centro di scambio di merci di tutta la zona costiera del lago. Il clima mite ha favorito la crescita di alcune piante mediterranee (tra cui l'olivo), e ha contribuito a rendere il Lago di Garda un'importante meta turistica internazionale. Famose, ma meno diffuse che in passato, sono le limonaie, serre a porte scorrevoli in cui le piante di limone e cedro potevano svernare tranquillamente. Le specie di pesci presenti nel lago sono oltre una trentina, una è presente solo qui, il Carpione. Le altre specie più importanti sono: l'Agone, l'Alborella, l'Anguilla, la Bottatrice, la Carpa, il Cavedano, il Lavarello, il Luccio, il Persico reale, la Tinca, la Trota e il gambero d'acqua dolce.


LA VALLE DEI LAGHI

In primavera, quando rinasce il verde, o in autunno, quando la tavolozza della natura accende i boschi di colori, si può gustare maggiormente la quiete e la bellezza della Valle. Nelle passeggiate lungo i sentieri segnalati di campagna e di montagna si potranno incontrare innumerevoli varietà di piante quali l’olivo e il faggio, il leccio e le conifere, l’alloro e il muschio. La compresenza di vegetazione mediterranea e alpina testimonia la peculiarità di un clima da scoprire. La fauna non è meno varia. Sui sette specchi d’acqua non è raro vedere librarsi maestosi cigni, anatre selvatiche, folaghe e aironi cinerini. Ancora oggi, nei pascoli di alta montagna, mucche, pecore e cavalli trascorrono la stagione estiva e con loro gli animali selvatici: dal picchio all’aquila reale, dal cervo alla marmotta, dalla volpe all’orso bruno. Nelle acque limpide dei laghi e dei torrenti nuotano svariati tipi di pesci: carpe, scardole, temoli, tinche e soprattutto trote.
Di particolare interesse sono le Marocche di Dro, un grandioso sistema di antiche frane postglaciali per crollo e scorrimento, l'ultima delle quali di età storica, come testimoniato dal ritrovamento di un tegolone romano durante gli scavi per la costruzione di una derivazione idroelettrica. Le Marocche di Dro costituiscono, per estensione e volume, il più imponente fenomeno di frana per crollo e scorrimento di materiale lapideo a livello europeo.


LA VALLE DELL'ADIGE
Il nome Valle dell'Adige (o Val d'Adige) identifica il tratto della valle percorsa dal fiume Adige che va da Merano a Rovereto.
La parte più settentrionale della valle percorsa dall'Adige è chiamata Val Venosta, mentre a sud di Rovereto essa è denominata Vallagarina fino all'ingresso del fiume nella Pianura Padana poco a nord di Verona.
La Valle dell'Adige ha origine glaciale.
La curiosità è che la sorgente dell'Adige, non è quella visibile al Passo Resia, indicata sulle tabelle, ma è posta qualche metro prima, all'interno di un bunker del Vallo Alpino in Alto Adige, presso lo Sbarramento Passo Resia.


DOLO MITI DI BRENTA
Il Gruppo delle Dolomiti di Brenta si trova nel Trentino occidentale, ed è l’unico gruppo dolomitico ad ergersi ad ovest del fiume Adige. Da più di un secolo meta di alpinisti ed escursionisti da tutto il mondo, offre una straordinaria varietà di ascensioni, percorsi attrezzati e sentieri, oltre a decine di rifugi e bivacchi in quota.
Il gruppo si estende per circa 40 chilometri in direzione nord – sud, e per circa 12 km da est ad ovest. Ha come confini naturali a nord la Valle di Sole, ad est la Valle di Non, il Lago di Molveno e la Paganella, a sud le Valli Giudicarie, e ad ovest la Valle Rendena. L’intero gruppo è compreso nel territorio del Parco Naturale Adamello-Brenta.
Le Dolomiti di Brenta si connotano per i suggestivi torrioni di roccia, che all’alba e al tramonto si tingono del caratteristico colore rosa, e per l’imponenza degli scenari naturali.



L'ADAMELLO
I due gruppi dell'Adamello e della Presanella costituiscono un'entità ben definita all'interno delle Alpi centro-orientali, essendo separati dai massicci montuosi circostanti da larghe e profonde vallate. L'Adamello-Presanella è delimitato a ovest dalla media Val Camonica, e a nord dai solchi dell'alta Val Camonica e dell'alta Val di Sole, che convergono al Passo del Tonale (1884 m); ad est, prima la Val Meledrio (laterale della Val di Sole), poi la Val Rendena e le Valli Giudicarie lo separano dal gruppo delle Dolomiti di Brenta e dai rilievi posti a sud rispetto ad esse. Il confine meno evidente è quello meridionale, ove una serie di valli minori (la più nota è sicuramente la Valle del Caffaro) lo scinde dalle più modeste Prealpi Bresciane: il punto di incontro è il Passo di Croce Dominii (1982 m).
Al suo interno, il massiccio Adamello-Presanella è tutt'altro che compatto dal punto di vista geografico. La celebre Val Genova, tributaria della Val Rendena e percorsa dal Sarca, si incunea per alcuni chilometri separando la Presanella, a nord, dall'Adamello, a sud, terminando poi contro la muraglia rocciosa, alta in media 3000 m, che mantiene collegati i due gruppi.
A sud della Val Genova, alcune brevi valli, come quella di Borzago, scendono dal cuore del massiccio per confluire anch'esse nella Val Rendena, costituendo una valida e talvolta insostituibile porta di accesso agli alpinisti che intendono salire alle vette più importanti del settore trentino (Carè Alto, 3462 m, Crozzon di Lares, 3354 m). Ma è la Val Daone, percorsa dal Chiese e lunga oltre 25 chilometri, ad addentrarsi più profondamente nel gruppo montuoso, separando di netto il settore lombardo da quello trentino. Caratterizzata da due importanti bacini idroelettrici (Lago di Malga Bissina, 1800 m, e Lago di Malga Boazzo, 1225 m) e da una strada carrozzabile, la val Daone muta il suo nome in Val di Fumo andando a terminare al passo omonimo (2939 m) dominato dal Monte Fumo (3418 m) che si trova al bordo del grande ghiacciaio sommitale.